Gli Strumenti

Una breve descrizione degli strumenti musicali della Banda.

Il flicorno baritono o eufonio (anche euphonium) è uno strumento musicale intonato in Si♭ appartenente alla famiglia degli ottoni e alla sottofamiglia dei flicorni. L'etimologia del nome eufonio viene dal greco euphonos che significa bel suono.

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L'eufonio è sostanzialmente una variante migliorata nella meccanica e nella resa timbrica del più tradizionale flicorno baritono. Lo strumento è intonato in Si♭, ovvero suona la serie degli armonici di tale nota quando non si agisce sui pistoni. Le parti possono essere scritte a note reali in chiave di basso oppure trasposte (in chiave di violino, con effetto una nona maggiore sotto, o in chiave di basso, con effetto una seconda maggiore sotto). Si contraddistingue e si riconosce subito per il suono scuro, cupo e caldo, che si mescola in mezzo agli strumenti di una tipica banda musicale. Nelle formazioni di tipo orchestrale generalmente non viene contemplato, sia per la relativa "giovinezza" dello strumento, evolutosi nell'Ottocento e assumendo la forma definitiva nei primi del Novecento, sia per le caratteristiche del suo timbro, che ha poche possibilità di emergere tra un grande numero di strumentisti.

Così come nella tuba, la sezione del canneggio dell'eufonio aumenta dai pistoni fino alla campana. Questo è chiamato "canneggio conico" e si distingue dagli strumenti a "canneggio cilindrico", che mantengono una sezione costante del canneggio per una più grande porzione della lunghezza totale dello strumento. Perciò, anche se l'eufonio suona nella stessa gamma di tonalità del trombone tenore e basso (che hanno un canneggio in gran parte cilindrico), ha un suono più diffuso rispetto a quello diretto di questi ultimi; la differenza è analoga a quella tra la cornetta o il flicorno soprano e la tromba.

Normalmente un eufonio ha 3 o 4 pistoni: quando è premuto, ogni pistone incrementa la lunghezza totale dello strumento, dirottando il flusso d'aria attraverso dei canneggi supplementari e abbassando la nota. Ogni pistone aggiunge una lunghezza differente allo strumento. Il risultato è che il primo pistone abbassa la nota di un tono; il secondo di mezzo tono; il terzo di un tono e mezzo (come se si premessero i due primi pistoni); il quarto due toni e mezzo (come se si premesse il primo e il terzo pistone assieme), il quarto pistone è paragonabile al tubo ritorto in Fa nel trombone a coulisse. Il canneggio del quarto pistone è in realtà leggermente più lungo di quello che si ottien dal primo e dal terzo combinati, ed è preferibile a questi ultimi, poiché permette un'intonazione più accurata.

Una volta aperto il quarto tubo ritorto, se si volesse procedere oltre alla combinazione 2-4 (che ha un'intonazione migliore di quella 1-2-3), si otterrebbero suoni esageratamente crescenti, in quanto è necessario aumentare la lunghezza totale del canneggio del 6% per scendere di un semitono e i primi tre tubi ritorti non sono in grado di fornirla. Per ovviare a questo problema è stato ideato il sistema di compensazione in cui, azionando il quarto pistone, l'aria viene incanalata nel circuito di compensazione, che passa nuovamente attraverso i pistoni, aggiungendo di volta in volta la lunghezza necessaria alla corretta intonazione.

(Fonte : Wikipedia)

Batteria

Gruppo di strumenti detti "a percussione", che costituisce una delle sezioni che formano l'orchestra. Tamburi, grancassa, tam-tam o gong, piatti, tamburo basco, castagnette, crotali, ecc. producono suoni indeterminati (cioè di altezza non chiaramente definita). Timpani, celesta, xilofoni, campane, ecc. producono invece suoni determinati. Tutti questi strumenti, percossi con bacchette di legno e di metallo o con mazzuoli, servono a sottolineare gli accenti, i ritmi o le cadenze. La batteria tipica del jazz è composta di una grancassa, di una cassa chiara, di uno o due tamburi muti, piatti fissi e piatti sovrapposti azionati da un pedale.

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Timpani

Strumenti a percussione ad altezza determinata. I timpani sono gli strumenti a percussione più importanti dell’orchestra. Parti obbligate per i timpani fecero la loro apparizione nelle partitura orchestrale alla metà del XVII secolo. Nell’orchestra classica erano utilizzati generalmente due timpani, intonati rispettivamente in relazione alla tonica e alla dominante (il primo e il quinto grado della scala); un terzo timpano fu aggiunto nel corso del XIX secolo. Le orchestre odierne ne impiegano generalmente quattro, anche se numerose composizioni ne esigono cinque: spesso è richiesto ai percussionisti di suonare più di un timpano alla volta (come nel caso della Sagra della Primavera di Stravinskij, 1913).
Un altro tipo di tamburo a suono determinato presente in orchestra è il roto-tom, sviluppato a partire dal tom-tom, uno strumento che produce un suono determinato ruotando la parte superiore del tamburo.

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Xilofono

Lo xilofono (dal greco ξύλον - xylon, "legno" e φωνή - phone, "suono"), o silofono, è uno strumento musicale a percussione.

La versione moderna dello xilofono è costituita da due file di barrette di legno disposte come la tastiera di un pianoforte, ovvero con le note naturali nella fila inferiore e quelle alterate nella fila superiore (in passato era dotato di una sola fila).

Al di sotto delle barrette, in corrispondenza di ciascuna di esse, vi sono dei tubi aperti che fanno da cassa di risonanza, amplificandone il suono. L'altezza delle note dipende dalla lunghezza delle barrette: più sono lunghe e più il loro suono è grave e viceversa.

 

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Il trombone è uno strumento musicale aerofono della famiglia degli ottoni. Nella versione moderna e più comune è noto come trombone a tiro o trombone a coulisse ed è caratterizzato da una pompa mobile (il “tiro” appunto, o “coulisse” in francese, “slide” in inglese) a forma di U che unisce due tubi paralleli ed è in questo modo allungabile modificando la lunghezza del percorso dell'aria e di conseguenza l'intonazione dell'armonico di base. Esiste anche il trombone a pistoni che è strutturato sul medesimo principio della tromba.

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Il musicista che suona il trombone è chiamato trombonista.

Il trombone fu il primo, tra gli strumenti ad ottone, a disporre degli armonici nelle sette posizioni degli attuali strumenti a pistoni, e di conseguenza della scala cromatica, grazie alla coulisse, per cui venne in origine considerato il più perfetto degli strumenti a bocchino.

Le prime notizie del trombone risalgono alla seconda metà del XV secolo, quando venne raffigurato nel dipinto del pittore pratese Filippino Lippi L'assunzione della Vergine (affreschi in Santa Maria sopra Minerva a Roma) ed anche in un'opera del Perugino conservata all'Escorial vicino a Madrid.

Lo strumento aveva già l'aspetto del trombone moderno, ma la conicità dei canneggi era meno accentuata, e la campana era molto piccola rispetto allo strumento moderno, con una svasatura quasi assente. L'intonazione di base del trombone era il La, ed i principali artigiani costruttori dello strumento si trovavano nelle Fiandre e a Norimberga.

All'inizio del XVII secolo Michael Praetorius illustrò ed elencò, nel suo Syntagma musicum, quattro versioni del trombone: "Alt Posaune" (simile al moderno trombone contralto), "Gemeine Posaune" (il moderno trombone tenore), "Quart" e "Quint-Posaunen" (intonati una quarta e una quinta sotto il tenore, simili al moderno trombone contrabbasso in Fa), e "Octav Posaune" (simile al moderno trombone contrabbasso in Si♭, intonato una ottava sotto il tenore).

Nel 1607 l'orchestra dell'L'Orfeo di Claudio Monteverdi comprendeva cinque tromboni dal differente registro (primo utilizzo "ufficiale" del trombone).

Il trombone si sviluppò nel tempo, essendo utilizzato principalmente in piccoli gruppi e nella musica sacra, e non divenne parte integrante dell'orchestra fino al XVIII secolo, quando fu adottato da Christoph Willibald Gluck (Ifigenia in Tauride), Francois Joseph Gossec e poi da Wolfgang Amadeus Mozart che userà i tromboni come raddoppio al coro in diverse composizioni, praticamente tutte le sue messe, nelle opere come Don Giovanni e Il flauto magico e addirittura in alcuni soli, come nell'oratorio L'obbligo del Primo Comandamento (Die Schuldigkeit des Ersten Gebots KV 35), nell'Agnus Dei della Missa Solemnis KV 139 "Waisenhausmesse", nell'oratorio "Davide Penitente" e nel "Tuba mirum" del Requiem.

Successivamente lo strumento suscitò l'attenzione di Beethoven, che lo introdusse nella quinta, sesta e nona sinfonia e scrisse tre equali per quattro tromboni soli, e di Schubert, che lo introdusse nelle sue ultime due sinfonie.

In questo periodo e fino alla prima metà del XIX secolo, il trombone fu molto usato dalle bande militari tedesche: questo contribuì a modificarne l'intonazione di base da La a Si♭, allargarne il canneggio ed introdurre la ritorta, per abbassare l'intonazione in Fa.

Il trombone moderno era oramai sviluppato e diffuso, tanto da essere molto utilizzato da Johannes Brahms, Richard Wagner, Anton Bruckner, Gustav Mahler, e Richard Strauss.

I compositori avevano a disposizione uno strumento completo e versatile al punto che Hector Berlioz affermò fra l'altro che lo strumento era capace di esprimere un ampio spettro di suggestioni sonore, dal "calmo e posato accento religioso" al "clamore selvaggio dell'orgia". Lo stesso Berlioz scrisse un grande solo per trombone nella sua Grande symphonie funèbre et triomphale.

Nel XIX secolo alcuni compositori lo utilizzarono in maniera più stereotipata, come rinforzo di voci basse e armonie di insieme. Con l'avvento della musica da ballo e lo swing nel XX secolo il trombone ha sviluppato moltissime nuove sonorità e tecniche.

In questo periodo, un forte stimolo allo sviluppo della tecnica e delle potenzialità espressive dello strumento, fu dato da musicisti jazz come ad esempio Tommy Dorsey.

All'inizio degli anni settanta del Novecento, Edward Kleinhammer (terzo trombone della Chicago Symphony Orchestra) aggiunse una seconda ritorta in Solb al suo trombone basso (che aveva una sola ritorta in Fa), inaugurando la "nascita" del nuovo trombone basso in Sib, che si sarebbe sempre più distinto dal trombone tenore per quanto riguarda: concezione del suono (più grosso, scuro e grave, ma sempre focalizzato e risonante), tecnica della coulisse (posizioni diverse in base alla combinazione delle due ritorte), scelta di bocchini più grandi.

Attualmente il trombone è utilizzato nei più vari generi musicali, dalla musica classica, al jazz, dalla salsa allo ska, dal funk alla musica militare.

Il trombone deve il suo timbro a tutta una serie di fattori, in primis dal trombonista stesso. La maggior parte dei suonatori di ottoni ritiene che le campane rosse producano un timbro leggermente più scuro con un grandissimo spettro dinamico, le campane gialle un timbro leggermente più chiaro con una maggiore stabilità dinamica e le campane rosa una via di mezzo tra le rosse e le gialle. Le campane di argento sono poco diffuse nel mondo dei tromboni. La laccatura tende a rendere il suono più limpido e cristallino, al contrario del metallo slaccato che origina un suono più "grezzo" e "spontaneo", in quanto esso vibra in modo più libero. Per apprezzare a pieno queste differenze lo strumentista deve avere un suono pulito, centrato e risonante. Il suono di un trombone viene influenzato anche dalla forma e lo sviluppo della campana, così come dal bocchino usato dallo strumentista e dal cannello (leadpipe in inglese – ovvero il tubo interno alla parte iniziale della coulisse, dove si inserisce il bocchino) che influisce anche sul timbro, sull'intonazione e sulla facilità di emissione (cioè di produzione del suono). Il trombone può avere un'ampia gamma di timbri: può avere un suono maestoso, sonoro, squillante, solenne, chiaro, impetuoso e brillante ma anche dolce, espressivo, morbido, lirico, scuro, leggero e caldo.

(Fonte : Wikipedia)

Le tube sono degli strumenti musicali appartenenti alla classe degli ottoni e alla famiglia dei flicorni, di cui costituiscono le varianti più perfezionate e notevolmente voluminose nelle dimensioni. Esse non sono altro che le taglie più basse e più gravi dei flicorni normalmente utilizzati per i complessi cameristici o per le bande militari; le tube infatti costituiscono i modelli maggiormente conosciuti dei flicorni voluminosi, e la loro nomenclatura nel passaggio da una denominazione all'altra, soprattutto dal punto di vista internazionale, genera non poche imprecisioni di definizione. Rispetto ai membri della famiglia dei flicorni, per quel che concerne la loro tessitura ed estensione si dividono convenzionalmente in tube basse e tube contrabbasse, possono essere costruite a pistoni di tipo verticale o a tipo cilindro rotante. Tra i membri della famiglia dei flicorni sono quelli dal suono più grave, concepiti appositamente soprattutto per l'utilizzo in organici orchestrali.

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La prima tuba (intonata in Fa), suggerita dal supervisore musicale dell'esercito prussiano Friedrich Wilhelm Wieprecht, venne costruita a Berlino da Johann Moritz nel 1835. Essa è stata utilizzata nelle orchestre a partire dal 1836. Dieci anni dopo il noto fabbricante di strumenti a fiato Cerveny inventò la prima tuba contrabbassa. La tuba ha avuto una propria letteratura solistica (con Ralph Vaughan Williams, Gordon Jacob, Alexej Lebedjew e altri) ed è entrata a far parte delle brass band (come i quintetti di ottoni) e jazz (prima che entrasse il contrabbasso). La scoperta delle altre tube in Italia è dovuta molto al virtuoso statunitense Roger Bobo, che ha tenuto numerosi corsi nella penisola.

Esistono quattro tipi di tube: in fa o mi♭ (tuba bassa) e in do o si♭ (tuba contrabbassa). In generale sono strumenti con canneggio conico avvolto in volute ellittiche, bocchino emisferico a tazza, con da tre a sei pistoni (o cilindri) e un ampio padiglione. Le tube con il registro più alto sono accordate in Fa o in Mi♭ e sono di comune utilizzo sia nelle bande musicali sia nelle orchestre, e sono più comunemente utilizzate per eseguire brani da solista o in formazioni jazz. Esistono anche due forme particolari da parata: l'Helicon e il Sousaphon. Nel primo caso abbiamo uno strumento di forma circolare che permette all'esecutore di poggiarlo sulla spalla, facendovi passare dentro il braccio; mentre nel secondo ne abbiamo una sempre circolare, ma caratterizzato da un gigantesco padiglione mobile. Talvolta è chiamato impropriamente tuba tenore anche l'Euphonium, intonato in si♭ all'ottava alta del flicorno contrabbasso.

(Fonte : Wikipedia)

Il fagotto è uno strumento musicale a fiato ad ancia doppia, cioè una sopra l'altra, appartenente al gruppo dei legni, costituendone la voce di basso per antonomasia.

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Il nome fagotto deriva dalla forma che esso aveva in origine, simile a quella di un mantice a soffietto che immetteva l'aria in due tubi affiancati. Il musicista che lo suona è detto fagottista.

È composto da un tubo conico lungo circa 2,60 m ripiegato su sé stesso a forma di "U" e ricavato in tre diversi segmenti e un padiglione, da altrettanti masselli di legno (pero, acero, palissandro, ebano ed altri): i segmenti esterni sono innestati su quello mediano, detto "piede" o "stivale", costituito da un blocco a sezione ovale nel quale sono ricavati due tratti di tubo paralleli, uno ascendente e l'altro discendente, congiunti da un accordo a gomito (culatta) all'estremità inferiore. Ha l'imboccatura ad ancia doppia e un sistema di chiavi e 5 fori. L'ancia è inserita su un cannello metallico ritorto innestato nel segmento iniziale chiamato "esse". I fori sono scavati con andamento obliquo, in modo da raggiungere la colonna d'aria contenuta nel tubo in punti tra loro più distanziati di quanto non siano le aperture esterne, adeguate all'estensione delle dita di una mano.

Del fagotto esiste inoltre una versione il cui canneggio è lungo il doppio, in modo da produrre suoni più bassi di un'ottava; questo strumento si chiama controfagotto.

Il suo timbro particolare, pieno e scuro, è dato dall'ancia doppia e dalla lunghezza e corposità del legno che lo compone. È uno strumento fondamentale in orchestra sia come basso che come solista. Strumento dalle notevoli capacità musicali, in grado di estendersi per tre ottave e mezzo, il fagotto fu utilizzato dal periodo barocco, Vivaldi compose ben 39 concerti per fagotto. Il periodo classico fu contrassegnato da un forte utilizzo del fagotto come strumento solista, da autori quali Mozart, Hummel, Franz Danzi, Johann Baptist Vanhal, solo per citarne alcuni. Weber, Saint-Saëns ed Edward Elgar lo utilizzano in periodo romantico per sonate e romanze.

Celebri sono i passi della sinfonia n. 4 di Beethoven, della sinfonia n. 8 di Schubert, di Sheherazade di Rimskij-Korsakov, della sinfonia n. 4 di Čajkovskij, di Pierino e il lupo di Prokofiev, de L'apprenti sorcier di Paul Dukas, del Bolero di Ravel e della Sagra della Primavera di Stravinskij. In ambito operistico apprezziamo invece il fagotto nella celebre aria "Una furtiva lagrima" dell'Elisir d'Amore di Gaetano Donizetti, ma anche nelle Nozze di Figaro di Mozart e nella Medea di Luigi Cherubini.

(Fonte : Wikipedia)

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